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ALBARIA - Il contributo della BASF CC Italia per la ricostruzione della Cattedrale di Noto
La stupenda cattedrale barocca, danneggiata nel 1996 dal crollo di due navate e della cupola, lo scorso 18 giugno è stata riaperta ai visitatori dopo gli imponenti lavori di restauro. La ricostruzione, iniziata nel 2000 dall’associazione temporanea di imprese romane Donati S.p.A (capo gruppo), S.A.C S.p.A. e Impresa Carchella S.p.A., non si è mai fermata ed in circa sette anni sono stati riedificati oltre 19.500 metri cubi delle strutture della cattedrale riportandola così al suo sontuoso aspetto originario. |
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Le indagini eseguite sulle macerie, hanno evidenziato una modesta fattura delle strutture murarie che nel tempo ha portato al collasso di gran parte dell’opera. La muratura all’interno dei pilastri, realizzata con pietrame irregolare privo di connessioni, allettato con grossi spessori di malta di mediocre qualità ed i paramenti esterni in pietra squadrata di tufo calcareo non hanno consentito alle strutture un’uniformità di resistenza alla compressione. |
La progettazione del consolidamento delle strutture originarie e della ricostruzione dei volumi crollati, affidata all’arch. Salvatore Tringali ed all’ing. Roberto De Benedictis, è stata sviluppata con l’uso di materiali e tecniche costruttive settecentesche unite all’utilizzo delle più avanzate tecnologie nel campo delle strutture in muratura.
Per la ricostruzione è stata utilizzata la pietra locale che oltre a conservare il colore dell'architettura del luogo, ha garantito un connessione solidale tra le parti ricostruite a quelle superstiti. L’innesto di nuove strutture, con caratteristiche chimiche e meccaniche omogenee a quelle originarie, ha messo al riparo da fenomeni di «rigetto» che spesso incombono nell’assemblaggio di materiali di diversa natura. Tutta la nuova struttura risponde quindi in modo solidale quando è sottoposta alle sollecitazioni. La BASF CC Italia ha contribuito alla realizzazione di questo grande lavoro di recupero con due prodotti della linea “Albaria” che hanno avuto ognuno un ruolo rilevante negli interventi di rinforzo dell’esistente ed in quelli di ricostruzione. La boiacca “Albaria Iniezione”, ha garantito il riempimento anche dei più piccoli vuoti all’interno delle murature da consolidare (foto n. 1 e n. 2).
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Foto n. 1 Albaria Iniezione
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 Foto n. 2 Albaria Iniezione
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La malta “Albaria Allettamento” ha permesso la giuntura ideale tra le nuove pietre, ben squadrate, utilizzate per la ricostruzione delle strutture murarie (foto n. 3 e n. 4).
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 Foto n. 3 Albaria Allettamento |
 Foto n. 4 Albaria Allettamento |
Queste due malte, di calce pozzolanica, riproducono le caratteristiche chimiche e fisiche delle buone malte settecentesche. I loro requisiti di adesione, di assenza di cemento, di prestazioni meccaniche, di contenuto di sali, di permeablità al vapore e di assorbimento capillare hanno soddisfatto la filosofia del progetto. Numerosi test eseguiti presso il laboratorio del Politecnico di Milano dai consulenti sui materiali e sulle malte, Prof. Arch. Luigia Binda e Prof. Dott. Giulia Baronio, hanno certificato le pregevoli prestazioni dei due prodotti.
La stupenda cattedrale barocca, danneggiata nel 1996 dal crollo di due navate e della cupola, lo scorso 18 giugno è stata riaperta ai visitatori dopo gli imponenti lavori di restauro. La ricostruzione, iniziata nel 2000 dall’associazione temporanea di imprese romane Donati S.p.A (capo gruppo), S.A.C S.p.A. e Impresa Carchella S.p.A., non si è mai fermata ed in circa sette anni sono stati riedificati oltre 19.500 metri cubi delle strutture della cattedrale riportandola così al suo sontuoso aspetto originario. |
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BASFCC.Moss.Core.wsp 1.0.0.872 - S:38 T:07/02/2012 20.25.03
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